A 10 anni dall’impresa della squadra inglese in Premier League una nuova outsider sta sconvolgendo il calcio europeo.
Il Thun, squadra dell’omonima città svizzera con 45 mila abitanti ha sconvolto l’intero paese dominando un campionato di squadre ben più rinomate da neopromossa.
Andiamo quindi insieme alla scoperta del miracolo compiuto da Mister Lustrinelli e soci.
Calma e famiglia come concetti base
La vita a Thun è lenta e calma, la gente gira in bici, si rilassa al lago e se c’è bel tempo va a visitare il castello.
Il calcio è un aspetto marginale vista anche la poca storia e la vicinanza con i più rinomati “Young Boys”
In questo clima l’ex giocatore del Thun, Mauro Lustrinelli, oggi allenatore, sta compiendo un vero e proprio miracolo con un campionato letteralmente dominato.
Vista la vicinanza non si può non ripensare al Kaiserslautern di Otto Rehhagel del 1998, che fu l’ultima squadra neopromossa a vincere il campionato, ma in Germania.
Gli autori di una favola
Non si può che cominciare dall’artefice vero e proprio di questo miracolo, ovvero l’allenatore, un uomo di casa che ha fatto la storia del club da giocatore.
Fu l’attaccante della squadra che eliminò il Palermo di Pioli dai preliminari di Europa League nel 2011 e neanche 15 anni dopo con un solo milione ha costruito una squadra schiacciasassi in Svizzera.
Il Co-responsabile di questa impresa è il direttore sportivo Dominik Albrecht che ha il merito di aver costruito con pochi soldi una squadra congeniale al modo di giocare dell’allenatore.
Infine il Presidente Andreas Gerber, un uomo semplice al quale non piace apparire ma che ha contribuito a creare quell’atmosfera di famiglia e pace, tipica della città, anche nella squadra.
Ma come gioca il Thun?
I concetti cardine del gioco di Lustrinelli sono pressing alto, transizioni veloci e verticalità.
L’obiettivo è arrivare in porta il più velocemente possibili con un gioco dinamico ed una squadra che corre il doppio degli avversari.
Per farlo servono i giocatori giusti, Ethan Meichtry è uno di questi, trequartista tecnico che ha una storia da film con tanto di scarto e rinascita proprio nel Thun.
La punta macedone Elmin Rastoder è il terminale offensivo perfetto per sfruttare la mole di gioco che la squadra crea con l’utile supporto dell’attaccante francese Christopher Ibayi.
Una cosa è certa, questi ragazzi e questo gruppo hanno messo il Thun sulla mappa del calcio europeo e non hanno nessuna intenzione di spostarlo.







