Gli azzurri hanno fallito per la terza volta consecutiva la qualificazione ai mondiali; è l’ennesimo fallimento del sistema calcio italiano. Analizzando quella che è la rosa al giorno d’oggi della nazionale, possiamo iniziare ad immaginare chi potrebbe essere convocato per il mondiale del 2030; sempre se riusciremo a qualificarci, dati i nefasti precedenti.
Italia del 2030: ci sarà da rivoluzionare la difesa
Provando ad ipotizzare a chi la nazionale potrebbe affidarsi per quello che sarà il mondiale del 2030, sono diversi i nomi che fanno già parte attualmente della selezione azzurra. Tra i pali Donnarumma, che sarebbe sempre il titolare indiscusso. Oltre all’estremo difensore azzurro, ci sono anche altri portieri di talento come Carnesecchi, Vicario e Caprile. Sarebbero tutti arruolabili dal punto di vista anagrafico e se mantengono un buon rendimento da qui a quattro anni.
Nel reparto arretrato, Mancini e Dimarco sarebbero quasi a fine carriera, ma probabilmente ancora eleggibili per essere convocati. Spinazzola, che nel 2030 avrebbe 37 anni, non farà più parte del gruppo azzurro. Da Calafiori a Gatti, sulla carta, potrebbero tutti essere convocati per i prossimi mondiali.
Prossimo mondiale: molti azzurri di oggi ci saranno
A centrocampo per Barella, Cristante e Locatelli, il mondiale del 2030 rappresenterà l’ultima chance per rappresentare l’Italia nel più importante palcoscenico internazionale. Frattesi, Tonali e Pisilli saranno i nomi su cui puntare, mentre per Politano l’esperienza in azzurro sarà probabilmente chiusa per motivi anagrafici.
Infine, in attacco, potenzialmente potrebbero essere convocati tutti quelli che sono stati scelti da Gattuso per questi playoff; il reparto offensivo, infatti, è quello più giovane degli azzurri per età media. Da Kean a Scamacca, convocato per queste due sfide ma rimasto ai box per infortunio, sarebbero tutti convocabili per la prossima edizione dei mondiali.







