L’Italia è a 90 minuti dal Mondiale 2026 e affronterà la Bosnia ed Erzegovina: cosa bisogna sapere degli avversari?
Martedì 31 marzo l’Italia di Gennaro Gattuso si gioca il tutto per tutto allo Stadion Bilino Polje di Zenica alle ore 20:45 contro la Bosnia.
Dopo un’incoraggiante prestazione contro l’Irlanda del Nord, manca solamente un ultimo sforzo per staccare definitivamente il pass per il più importante torneo calcistico.
Tra conferme, cambi e analisi del modo di giocare degli avversari, la domanda sorge spontanea: quali sono i 5 punti chiave da tenere in considerazione per la finale play-off?
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Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco
L‘Italia si appresta a disputare una delle gare più importanti della sua storia calcistica contemporanea: la finale play-off contro la Bosnia.
Certamente la vittoria sull’Irlanda del Nord ha permesso di sciogliere qualche dubbio e sbloccare mentalmente la squadra, la quale era visibilmente e comprensibilmente irrigidita nei primi 45 minuti della gara di giovedì 26.
Nonostante ciò, non bisogna assolutamente perdere di vista l’obiettivo principale, ossia una qualificazione che manca da ben 8 anni: esattamente dal Mondiale 2018 in Russia.
Gattuso dovrà nuovamente trasmettere, in questi giorni, la passione e la grinta ai suoi calciatori, puntando sulla necessità di partecipare al torneo e dovrà mantenere alta la concentrazione in un periodo così delicato.
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Attenzione: la Bosnia può fare male
Negli ultimi giorni è diventato virale un video raffigurante alcuni calciatori dell’Italia esultare per il passaggio del turno della Bosnia a discapito del Galles: non sono mancate le polemiche.
Molti tifosi, soprattutto bosniaci, hanno interpretato il gesto come una mancanza di rispetto, accendendo ulteriormente la speranza che Dzeko e compagni ottengano un risultato storico.
Infatti, oltre a diversi calciatori pericolosi, la caratteristica principale della Bosnia è proprio la grinta, la voglia di far sognare una nazione e il totale impegno.
Questi elementi hanno influito particolarmente nell’eliminazione ai danni del Galles, nonostante il fattore campo a sfavore, permettendo di pareggiare la gara a pochi minuti dal fischio finale e a ribaltare il risultato ai calci di rigore.
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Come gioca la Bosnia?
L’allenatore Sergej Barbarez ha permesso a piccola nazione come la Bosnia di poter aspirare concretamente all’imminente Mondiale.
Nella fase a qualificazione europea la sua squadra si è classificata al secondo posto dietro all’Austria, rischiando fino all’ultima giornata di staccare il pass direttamente.
Barbarez ha plasmato la sua squadra in maniera efficiente e congeniale alle sue caratteristiche: un 4-4-2 equilibrato, ma capace di far male che, all’occorenza, può diventare un 3-5-2.
Un ruolo molto importante è rivestito dai centrocampisti centrali quali Benjamin Tahirovic (Brondy); inoltre sono presenti alcuni volti noti alla Serie A: il fulcro dell’animo bosniaco Edin Dzeko e Tarik Muharemovic del Sassuolo.
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Largo ai giovani per la qualificazione
Nella gara contro l’Irlanda del Nord si è potuto osservare un’Italia dalla doppia faccia: nel primo tempo impaurita, nel secondo grintosa e armoniosa.
Un ruolo fondamentale è stato giocato da Sandro Tonali, autore di un goal e un assist, ma anche da Francesco Pio Esposito subentrato a Retegui al 64′.
Infatti, le qualità fisiche e aeree dell’attaccante dell’Inter hanno contribuito in maniera significativa al passaggio del turno: Gattuso dovrebbe tenerlo in considerazione.
Un occhio di riguardo anche alle prestazioni di due giovanissimi nonostante i pochi minuti a disposizione: Niccolò Pisilli (Roma) e Marco Palestra (Cagliari).
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Cosa dovrebbe fare l’Italia per vincere?
L’atteggiamento da adottare contro la Bosnia dovrebbe essere simile a quello nei confronti dell’Irlanda del Nord: umiltà, testa alta e non sottovalutare l’avversario, pur essendo consapevoli dell’evidente divario tecnico.
Inoltre, bisognerebbe sfruttare da una parte le palle inattive e il gioco aereo grazie a Pio Esposito e gli inserimenti di Moise Kean, dall’altra, alternare un veloce fraseggio verticale a quello orizzontale tramite gli esterni di centrocampo.
Infine, Gattuso dovrebbe tenere in considerazione la pericolosità sui calci piazzati e la fisicità dei bosniaci, oltre al fattore campo, che, sicuramente, avrà un ruolo non irrilevante.
L’undici titolare, che si è potuto vedere giovedì 26, dovrebbe essere riconfermato, fatta eccezione per Manuel Locatelli, Antonio Politano e Mateo Retegui da sostituire rispettivamente con Bryan Cristante, Marco Palestra e Pio Esposito al fine di sfruttare le capacità tecniche e, in particolare, fisiche di questi giocatori in un simile contesto.
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Da quanto tempo l’Italia non partecipa ai Mondiali?
L’ultima partecipazione dell’Italia ai Mondiali risale al 2014.
Cosa bisogna aspettarsi dalla Bosnia ed Erzegovina?
Bisogna aspettarsi una squadra grintosa, consapevole di giocarsi il tutto per tutto e particolarmente ostica in mezzo al campo.
Francesco Pio Esposito potrebbe essere la soluzione per la finale play-off?
Sì, l’attaccante dell’Inter ha dimostrato, nella semifinale play-off, una grande adattabilità e padronanza in partite delicate; inoltre, le sue doti fisiche e aeree potrebbe risultare vincenti contro la Bosnia.







