Negli utlimi anni si sta assistendo a un cambiamento epocale nel mondo calcistico: la scomparsa dei bomber di provincia.
Chi si ricorda dei tempi di Franco Brienza, Antonio Di Natale, Sergio Pellissier e Dario Hubner (per citarne solo alcuni)?
Fino a pochi anni fa, prima di una vera e propria grande rivoluzione tattica, il ruolo dell’attaccante consisteva principalmente nel gonfiare la rete e trascinare la squadra con i suoi goal.
Ultimamente, le prerogative del centravanti, come quelle dei difensori, sono aumentate: deve impostare, deve creare linee di passaggio e aiutare in fase difensiva e di possesso .
In seguito alle nuove esigenze del calcio moderno, una categoria di calciatori sta lentamente scomparendo: il bomber di provincia.
Una domanda sorge spontanea: chi sono i bomber di provincia e perché stanno drasticamente diminuendo?
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Chi sono i bomber di provincia?
I bomber di provincia sono uno dei pochi relitti di quello che gli appassionati definirebbero “il calcio romantico”, quei calciatori che, a suon di goal, incantavano le piccole piazze.
Questa tipologia di attaccante riusciva a splendere principalmente in squadre poco blasonate e, addirittura, a un passo dalla retrocessione.
Casi esemplari sono Antonio Di Natale, icona dell’Udinese, Sergio Pellissier, storico capitano del Chievo Verona (e attuale presidente in Serie D), Massimo Maccarone e Francesco Tavano dell’Empoli, Emanuel Calaiò, Sergio Floccari, Francesco Brienza e molti altri.
Uno dei bomber che ha dato inizio alla concezione di questo ruolo è sicuramente Dario Hubner, un centravanti “puro” attivo tra la fine degli anni ’80 e i primi anni 2000 e noto per le sue esperienze al Fano, al Cesena e al Brescia.
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Perché stanno scomparendo i bomber?
I bomber dal fiuto irresistibile del goal, soprattutto quelli di provincia, stanno gradualmente scomparendo a causa di una rivoluzione calcistica senza precedenti (e del tutto naturale).
Come in qualsiasi settore della società, anche nel calcio, in base all’epoca, mutano drasticamente i valori e gli approcci per adattarsi alle esigenze del tempo.
Negli ultimi anni, come detto precedente, l’attaccante modello non è solamente colui che riesce a segnare, ma anche colui che è in grado di aiutare la propria squadra a 360 gradi tramite inserimenti, possesso palla, interventi difensivi e disturbatori delle manovre avversarie.
Inoltre, bisogna tenere in considerazione un altro fattore di estrema importanza: la maggior parte degli attaccanti non ha l’esclusività dei calci di rigore.
Infatti, nell’ultimo periodo, sia centrocampisti che difensori stanno assumendo le prerogative originarie dei centravanti; ciò si ripercuote anche nelle piccole squadre dove il ruolo di questa tipologia di calciatore si sta leggermente ridimensionando.
Con minori responsabilità prettamente offensive e con un gioco particolarmente difensivo, i cosiddetti “bomber di provincia” potrebbero diventare un piacevole ricordo di un periodo lontano.





