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Juventus: le 5 maglie peggiori della storia

Conceicao out contro l'Inter?
Foto: Shutterstock

Se per la Juventus vincere è l’unica cosa che conta, allora dovrebbe esserlo anche nel convincere con i propri kit, ma cos’è successo quando non ci è riuscita?

5. Quarta maglia 21-22

Fatta in collaborazione con l’artista brasiliano Eduardo Kobra, il quarto kit di una stagione anonima è considerato quasi all’unanimità un disastro. Le forme geometriche di varie tonalità di blu e arancione che hanno reso famoso l’artista non si abbinano minimamente con la divisa. Se l’obiettivo era di mostrare inclusivitá e armonia ci è riuscita, facendo concordare tutti sul fatto che questa divisa sia riuscita malissimo.

4. Seconda divisa portiere 93-94

In perfetto stile anni ’90, rappresenta le controversie artistiche di quel periodo storico. L’utilizzo di colori accesi e fantasie “esagerate” era all’ordine del giorno, ma qui, a detta di tutti, si è esagerato. La stagione deludente senza alcun trofeo non ha aiutato sicuramente l’immaginario collettivo ad accettare lo stile stravagante del kit, ma l’impressione è che ci sia poco da salvare. Nota di demerito anche lo sponsor “Danone” molto poco visibile sul petto, che si confonde con il resto della fantasia.

3. Maglia portiere 19-20

Rappresentativa ancora di un periodo d’oro, seppur in parabola discendente, della vecchia signora. La collaborazione con il colosso dello streetwear, Palace, sembrava indicare la via di una nuova avanguardia che mostrava l’unione tra lo sport ed il tipo di vestiario più comune negli anni prima del COVID. Il risultato sulla prima maglia ha però suscitato numerose perplessità, mentre quella del portiere, come possiamo vedere, non è stata affatto apprezzata. L’utilizzo di colori come verde e arancione fluo non ha fatto contenti i più tradizionalisti. C’è da dire, però, che dal punto di vista delle vendite il risultato ha dato ragione a chi ha stipulato l’accordo, facendo portare a casa ottimi numeri.

2. Terza maglia 21-22

Così come detto in precedenza, gli anni ’90 mostravano certe volte un’eccessiva esuberanza nella ricerca di design particolari, potrà essere da meno una divisa che li celebra? Ovviamente no, e anche il dissenso generale non è molto differente. La celebrazione del color-block, stile rappresentativo di quegli anni, insieme al giallo ed il blu, colori della città di Torino, non sono andati giù alla maggior parte dei tifosi. La fantasia caratterizzata da forme molto squadrate risulta molto poco in armonia con il kit, venendo etichettata come “prodotto per bambini” per via dei colori accesi. Generalmente, è stata bocciata da tutti.

1. Seconda maglia portiere 03-04

Divisa che riporta maggiormente al minimal degli anni 2000, che spopolerà negli anni a seguire, piuttosto che all’esuberanza della decade precedente. Eppure, il richiamo al passato non è nascosto visto l’accesissimo colore arancione della maglia ed alle fantasie sulle maniche. L’eccessiva semplicità però, con la mancanza di sponsor e sponsor tecnico, non convince e dona pochissima personalità. Il risultato è un kit meno appariscente dei precedenti analizzati in questa classifica, ma che per via di mancati spunti creativi viene apprezzata ancora meno.

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