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VAR, novità in arrivo? Intanto in Serie C testano il “challenge” a chiamata

Designazioni Arbitrali 12ª giornata di Serie A
Foto: Shutterstock

Il VAR è continuamente sotto oggetto di critica da parte di club, tifosi ed addetti ai lavori; ma se già si pensa alle possibili modifiche per la prossima stagione, ci sono già varie opzioni testate quest’anno in Serie C.

Una delle più discusse ad oggi è il cosiddetto “Challenge“, ma si sta lavorando a molte altre opzioni per migliorare il lavoro di arbitri e assistenti.

Dalla simulazione di Bastoni in mondovisione sembra dunque che si sia segnato un punto di non ritorno, tanto da portare i vertici della FIGC a richiedere subito nuove misure anche per punire queste “sviste”.

Il VAR a chiamata: soluzione o perdita di tempo?

Il calcio italiano sta vivendo infatti una fase di profonda mutazione tecnologica partendo dai campi della Serie C, che quest’anno si è trasformata nel laboratorio ufficiale per il debutto del Football Video Support.

Questa versione semplificata del VAR introduce la dinamica del “challenge” a chiamata, un meccanismo che sposta parte della responsabilità decisionale dalle cuffie degli arbitri alle panchine.

Ogni allenatore ha ora il potere di interrompere il flusso del gioco per richiedere ufficialmente la revisione di un episodio controverso, segnando un distacco netto dal protocollo tradizionale dove l’intervento tecnologico era regolato esclusivamente dalla sala video centrale.

L’implementazione pratica di questa novità in Lega Pro sta ridefinendo il ritmo delle partite e il comportamento dei protagonisti in campo.

Quando un tecnico decide di spendere uno dei suoi bonus per tempo, il direttore di gara non si consulta con una squadra remota ma si reca personalmente al monitor di bordo campo per valutare le immagini assistito solo da un operatore.

Questo sistema elimina la figura del VAR inteso come arbitro aggiunto e trasforma la tecnologia in uno strumento di supporto diretto al fischietto di gara, riducendo i costi strutturali e rendendo la giustizia sportiva più accessibile anche nelle categorie inferiori dove la produzione televisiva è meno complessa rispetto alla massima serie.

Dalla Serie C alla Serie A: il nuovo protocollo VAR

Mentre la Serie C raccoglie i dati su tempi di attesa e precisione delle chiamate, i vertici della Serie A osservano con estremo interesse l’evoluzione di questo modello per un possibile sbarco nel calcio d’élite.

Molti presidenti e allenatori spingono per l’integrazione del challenge nel protocollo IFAB, convinti che la chiamata dal basso possa sanare quelle zone d’ombra dove il “chiaro ed evidente errore” oggi impedisce alla tecnologia di intervenire d’ufficio.

Se i test continueranno a dare esiti positivi in termini di accettazione da parte del pubblico e dei calciatori, il futuro del calcio potrebbe vedere un equilibrio inedito tra l’autorità dell’arbitro e la strategia dei tecnici, rendendo il gioco sempre più simile a una partita di tennis o di volley.

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