Nel calcio moderno non basta avere un grande nome o un prezzo da capogiro: ciò che conta davvero è l’impatto in campo. Nel 2025 la Serie A ha mostrato con chiarezza chi ha saputo alzare il livello del campionato e chi invece non è riuscito a incidere. Tra Top e Flop emergono storie di leadership, talento, continuità e, al contrario, discontinuità e delusione. Mettiamo a confronto due “squadre ideali” che raccontano il vero volto della stagione.
I Top del 2025: chi ha trascinato
La Top XI del 2025 rappresenta l’eccellenza del calcio italiano. Mike Maignan, portiere del Milan, è stato un baluardo: interventi decisivi, leadership silenziosa e capacità di guidare la difesa nei momenti più delicati. Con lui, Dimarco ha trasformato la fascia sinistra in un’arma offensiva, mentre Bremer e Bastoni hanno garantito solidità e dominio a centrocampo. Di Lorenzo ha confermato affidabilità e costanza, preziosa nelle gare più complesse.
A centrocampo il ritmo lo hanno dettato Çalhanoğlu, orchestrando le trame di gioco con classe, e Barella, instancabile e preciso, capace di coprire ogni zona del campo. Offensivamente, Pulisic ha illuminato le partite con velocità e qualità. Davanti, la coppia Lautaro Martínez–Victor Osimhen ha segnato gol pesanti, ribaltato partite e imposto la propria leadership, diventando il cuore pulsante delle squadre che hanno lottato per le posizioni di vertice.
Questi Top non hanno solo numeri: hanno trasformato le squadre in collettivi più forti, hanno semplificato il lavoro degli allenatori e hanno reso indimenticabili le gare decisive.
I Flop del 2025: quando il nome non basta
Dall’altra parte, la Flop XI racconta una storia di potenziale sprecato. Ivan Provedel ha avuto difficoltà tra i pali, mostrando meno sicurezza e leadership rispetto alle stagioni precedenti. In difesa, Emerson Royal, Lloyd Kelly, Marin Pongračić e Nuno Tavares hanno spesso compromesso equilibrio e solidità, non riuscendo a garantire costanza.
A centrocampo, Douglas Luiz e Teun Koopmeiners hanno deluso le attese: ritmo basso, poche iniziative e difficoltà a imporsi nei momenti cruciali. Accanto a loro, Musah e Fagioli non sono riusciti a dare continuità al gioco, rimanendo spesso marginali.
In attacco, le delusioni più rumorose sono state Santiago Giménez e Jonathan David, incapaci di incidere quando serviva. Non tanto per i numeri, quanto per la scarsa capacità di cambiare l’inerzia delle partite, elemento fondamentale per determinare le stagioni.
Conclusione
Il confronto tra Top e Flop nel 2025 è impietoso ma chiaro: chi incide semplifica il lavoro di tutti, chi delude complica il percorso della squadra. Nel calcio italiano, come nel resto del mondo, non bastano nome e investimenti: serve personalità, continuità e capacità di incidere nei momenti chiave. La Serie A 2025 ci ha ricordato che il vero valore di un giocatore si misura in campo, partita dopo partita.
Chi ha impressionato di più in Serie A nel 2025?
Maignan, con interventi decisivi e leadership costante.
Quali flop hanno deluso maggiormente?
Douglas Luiz e Teun Koopmeiners, incapaci di prendere in mano il gioco.
Chi ha cambiato l’inerzia delle partite con gol pesanti?
Lautaro Martínez e Victor Osimhen, protagonisti nelle gare decisive.








