In vista dell’imminente match di Europa League tra Roma e Stoccarda, fondamentale per la squadra di Gasperini per entrare nelle prime 8, ecco la lista dei calciatori tedeschi passati per la capitale nella storia.
C’è qualcuno di molto recente (spoiler è un campione del mondo), ma anche qualcuno di cui solo chi ama spulciare tra gli almanacchi conoscerà.
Ecco la lista.
I calciatori tedeschi passati per la Roma
JURGEN SCHUTZ: Centrocampista offensivo cresciuto nell’Urania ed esploso definitivamente al Borussia Dortmund, dove riuscì a segnare la bellezza di 68 gol in 85 presenze.
La Roma lo acquistò nel 1963 convinta di aver fatto un grande affare, ma l’esperienza in giallorosso non fu particolarmente esaltante.
Le difficoltà linguistiche e il trattamento non proprio amichevole dei difensori italiani ne limitarono molto le qualità tecniche, col giocatore che riuscì comunque a segnare 5 gol in 15 presenze vincendo a fine stagione una Coppa Italia.
Per non buttare all’aria un importante investimento dopo una sola stagione la Roma decise di girarlo in prestito al Messina prima e al Torino poi, col giocatore che riuscì a racimolare una ventina di presenze totali in entrambe le squadre.
Tornò alla Roma quindi nella stagione 1966/67, venendo però chiuso dallo spagnolo Peirò e giocando a malapena 6 partite condite da un solo gol ufficiale.
Da qui la cessione a titolo definitivo al Brescia e il ritorno in patria la stagione successiva, dove ritrovò fiducia e consapevolezza nei propri mezzi.
KARL HEINZ SCHNELLINGER:
Soprannominato Volkswagen per la sua continuità e qualità di rendimento, Schnellinger era un terzino sinistro dotato di grande spinta e forza fisica sulla fascia, caratteristiche che lo rendevano un autentico valore aggiunto in ogni squadra in cui ha giocato.
La Roma lo pescò dal Colonia nel 1963 girandolo subito in prestito al Mantova nell’affare che portò Sormani in giallorosso.
Dopo un’annata più che positiva il tedesco ritornò nella Capitale, diventando in poco tempo un titolarissimo della difesa e mostrando un eccezionale duttilità, qualità che gli permise di giocare senza problemi in tutte le zone del reparto difensivo.
Sfortuna volle però che la Roma non stesse vivendo un grande periodo dal punto di vista economico, con il Milan che fiutò subito l’affare e lo portò a casa senza troppe difficoltà.
Il risultato lo avrete facilmente intuito: il giocatore restò per ben 9 anni, totalizzando la bellezza di 334 presenze e venendo inserito successivamente nella Hall of Fame del club rossonero.
Da ricordare poi il gol segnato nella semifinale del Mondiale 1970 tra Italia e Germania, una rete che portò poi a due tempi supplementari tra i più belli nella storia del calcio.
Il tedesco della Roma per eccellenza
RUDI VOELLER: Semplicemente uno dei migliori attaccanti in tutta la storia del club giallorosso.
Arrivò nella Capitale nel 1987 dopo aver segnato la bellezza di 119 gol in 174 presenze con la maglia del Werder Brema, venendo giustamente pubblicizzato come un acquisto straordinario.
La sua prima stagione però non fu eccezionale, con tanti problemi fisici e prestazioni sottotono che alimentarono un generale malumore nell’ambiente giallorosso.
Proprio nel momento peggiore però il tedesco volante spiegò finalmente le sue ali, diventando nella stagione successiva un autentico trascinatore della squadra.
Grande tecnica, buona elevazione nei colpi di testa, gestione della palla precisa e un senso del gol finalmente ritrovato, Voeller diventa in poco tempo un idolo di tutta la tifoseria grazie anche al gol decisivo segnato nel derby di ritorno della stagione 1989/90.
L’annata successiva fu probabilmente la migliore nella Capitale, con due titoli di capocannoniere in Coppa Uefa e Coppa Italia e la vittoria di quest’ultimo trofeo contro la Sampdoria.
Con l’arrivo in panchina di Boskov il tedesco decise di lasciare la Capitale, vincendo la Champions League con la maglia del Marsiglia e chiudendo la carriera in patria al Bayer Leverkusen.
I tedeschi nella Roma negli anni ’90
THOMAS BERTHOLD: Cresciuto calcisticamente in patria con la maglia del Francoforte, con cui ha giocato dal 1982 al 1987, Berthold era il classico difensore tuttofare, capace di poter giocare senza problemi come centrale, terzino o mediano davanti la difesa.
Dopo l’ottimo rendimento ai Mondiali del 1986 il Verona decise di puntare su di lui, col giocatore che restò per due stagioni per un totale di 72 presenze e 4 gol senza però mai eccellere.
Nonostante ciò la Roma del neo allenatore Gigi Radice decise di acquistarlo nell’estate del 1989 e a sorpresa il rendimento del giocatore fu fin da subito molto alto.
Corsa sulla fascia, dribbling e spirito di sacrificio, qualità che gli permisero di essere confermato anche la stagione successiva con l’arrivo di Ottavio Bianchi, anche se le prestazioni iniziarono ad essere più discontinue.
A fine stagione, dopo aver vinto la Coppa Italia e perso la Coppa Uefa contro l’Inter, Berthold lasciò la Roma e tornò in patria, dove restò fino al 2001 appendendo gli scarpini al chiodo un anno dopo.
THOMAS HASSLER: Come tanti suoi connazionali crebbe calcisticamente in patria con la maglia del Colonia, di cui diventò colonna portante dal 1984 al 1990.
Da qui l’attenzione dei maggiori club europei con la Juventus che superò tutti e lo acquistò per 12 miliardi di lire.
A livello tattico era un centrocampista completo: ambidestro, dotato di un buon dribbling e controllo palla, poteva giocare senza troppe difficoltà anche come ala offensiva, grazie alla sua predisposizione nel trovare sia il gol che l’assist per il compagno.
In bianconero però queste qualità si videro solo a fasi alterne, col giocatore che venne ceduto alla Roma dopo un solo anno nell’affare che portò un giovane Peruzzi in quel di Torino.
Qui il tedesco si prese sulle spalle la mediana giallorossa, col tecnico Ottavio Bianchi che decise subito di dargli piena fiducia.
Il tedesco restò così alla Roma per tre stagioni, totalizzando 118 presenze e 14 gol tra cui uno nel derby del 1992 che valse il pareggio per la squadra giallorossa.
Al termine della stagione 1993/94, altro aspetto in comune con tanti suoi connazionali, decise di tornare in patria, giocando ad alti livelli per altri dieci anni prima di concludere la sua carriera con la maglia del Salisburgo.
I più recenti, partendo dall’attuale calciatore del Real
ANTONIO RUDIGER:
Purtroppo o per fortuna ricordo molto bene quello che si diceva su di lui nel 2015 dopo le prime partite sottotono: inadatto, impreciso, piedi quadrati, non mi da sicurezza.
E pensare che da lì in avanti questo colosso tedesco riuscì a prendere in mano tutto il reparto difensivo, formando insieme al rapido Manolas una retroguardia solida e a tratti impenetrabile.
Con Garcia prima e Spalletti poi Rudiger venne confermato titolarissimo, col giocatore che riuscì a dimostrare un’inaspettata duttilità nel giocare in una difesa a quattro, a tre e addirittura come terzino destro.
Nonostante un pesante infortunio al crociato nell’estate del 2016 il giocatore riuscì a recuperare in tempi record, tornando in campo il 26 ottobre nella trasferta vittoriosa in casa del Sassuolo.
In totale Rudiger resterà alla Roma per due stagioni, collezionando 72 presenze e 2 gol prima della cessione al Chelsea per quasi 40 milioni.
Qui il giocatore continuerà la sua importante crescita sotto tutti i punti di vista, confermandosi un caposaldo della difesa per 5 anni prima dell’approdo in Spagna al Real Madrid.
Niente male per un giocatore che, a detto di qualcuno, vendeva calzini e cinture solamente qualche anno prima.
Il campione del Mondo passato per Roma
MATS HUMMELS:
Senza dubbio uno dei migliori difensori della sua generazione e in generale nella storia del calcio tedesco, nonostante nella Capitale si sia vista soltanto la versione di fine carriera.
Abile nell’impostazione, preciso nei contrasti, attento e sicuro dal primo all’ultimo minuto, Hummels iniziò la sua carriera nelle giovanili del Bayern Monaco, salvo poi diventare una colonna portante del Borussia Dortmund per ben 8 anni, dal 2008 al 2016.
Come fecero però i vari Gotze e Lewandowski anche lui decise di lasciare per tornare al Bayern Monaco, dove vinse in soli tre anni ben tre Bundesliga, una coppa Nazionale e tre supercoppe.
Dopo aver ampliato così il suo palmares Hummels decise di tornare a vestire la maglia giallonera, dove restò fino al 2024 toccando quota 500 presenze totali in entrambe le sue esperienze.
Una volta concluso il suo contratto il giocatore andò quindi alla nuova Roma di Daniele De Rossi, anche se la prima parte di stagione fu a dir poco traumatica.
L’ex capitan Futuro venne esonerato a sorpresa e il suo sostituto Juric non lo fece giocare praticamente mai, preferendogli addirittura Angelino e Cristante adattati.
Con il ritorno di Ranieri anche il tedesco ne beneficò subito, ritrovando la titolarità con prestazioni più che positive.
Il tutto fino a quello sciagurato Athletic Bilbao-Roma, col giocatore che fece un fallo sciocco dopo pochi minuti e costò di fatto la qualificazione al club giallorosso.
Nel complesso parliamo comunque di un grandissimo giocatore, forse arrivato nella Capitale un po’ troppo tardi.
Scritto da Emanuele Grilli








