Come anche visto nella situazione che ha portato all’espulsione di Kalulu nel derby d’Italia, non in tutti i casi è previsto il ricorso alla tecnologia del VAR.
Ecco quando il VAR non può intervenire per segnalare all’arbitro un’eventuale errore:
Quando può intervenire il VAR?
Ciò che è saltato all’attenzione di molti negli ultimi giorni, a causa dell’episodio che ha visto coinvolti Bastoni e Kalulu, è che al VAR non si ricorre in tutti i casi.
A regolare il ricorso alla tecnologia del VAR, infatti, ci sono specifiche modalità applicative contenuto nel protocollo, aggiornato periodicamente dall’AIA ed approvate da una commissione della FIFA.
Attualmente le quattro aree previste dal regolamento in cui si può far ricorso alla tecnologia sono: calcio di rigore, gol, espulsione diretta ed errore d’identità.
Quando non può intervenire?
Di conseguenza all’applicabilità sulle quattro aree elencate nel capitolo sopra, in tutte le altre situazioni di gioco, quindi, il VAR non è tenuto all’intervento.
Ad esempio non può richiamare l’arbitro ed i suoi assistenti ad una revisione anche in caso di errori evidenti o addirittura plateali se essi non corrispondono alle quattro aree indicate.
Anche in caso di corner, rimesse laterali o dal fondo, falli al limite dell’area o in posizione pericolosa (a meno che quest’ultimi non siano interventi sanzionabili con il rosso).
Oltretutto non è prevista e/o possibile neanche una revisione postuma: come per esempio il dopo di un fuorigioco non sanzionato o calcio d’angolo inesistente che può portare ad una rete di chi ha beneficiato dell’errore.
Il VAR, inoltre, non può intervenire neppure per invitare l’arbitro a procedere con un’ammonizione anche se essa porterebbe al doppio giallo e quindi all’espulsione del calciatore.
Come ultimo punto: i calciatori (in campo ed in panchina), i tecnici, i membri dello staff e altri non possono in alcun modo richiedere la revisione al VAR di un episodio dubbio.








