Una lega iconica conosciuta in tutto il mondo e che ha regalato al mondo dello sport storie, giocatori ed imprese memorabili.
L’NBA è l’espressione massima del basket mondiale, lì dove tutti i cestisti sognano di giocare e con tutti i giocatori più forti del pianeta.
Ma qualcosa negli ultimi anni si è rotto ed il “prodotto” sta diventando sempre meno interessante, ecco che guardiamo insieme le cause ed eventuali soluzioni per uscire dalla crisi.
Il “tanking” e la saturazione del prodotto
Il campanello d’allarme di una crisi che parte dall’interno è sicuramente il fenomeno del tanking attuato da alcune squadra di bassa classifica.
In parole povere l’NBA funziona anche grazie alle scelte del draft e le squadre che si posizionano peggio in classifica hanno maggiori possibilità di avere le prime scelte e prendersi i giocatori più forti.
Nella lega è un fenomeno che esiste da sempre ma negli ultimi anni si è completamente esasperato con squadre che smettono di giocare a metà stagione.
Questo ci porta ad un altro problema ed è riassumibile dalla frase “il troppo stroppia”.
Questo perché tra regular season, playoff e competizioni infra-stagionali si gioca davvero troppo e molto spesso squadre senza obiettivi iniziano ad essere un peso per la competizione e per lo spettacolo.
Mancanza di “iconicità” nell’NBA
A parte però le difficoltà strutturali della formula e della struttura della lega, c’è ne un altro che forse è il problema più grande dal punto di vista dello spettacolo.
Non ci sono più quei nomi in grado di accendere la fantasia di appassionati ed occasionali.
Vero è che ci sono tante superstar anche nella lega attuale e Lebron e Curry sono un esempio ma sono in declino e le nuove leve non stanno attirando le nuove generazioni.
L’iconicità di nomi come Jordan, Kobe, James o Curry non è assolutamente paragonabile alle attuali star oltreoceano e questo influisce sull’interesse della lega.
Se a questo aggiungiamo anche il format superato dell’All star game che è lo stesso da molti anni e che andrebbe rivisto allora si crea il cortocircuito perfetto per bloccare l’NBA.
Come uscirne quindi ?
Per ravvivare la situazione il board sta pensando ad esempio alle rivoluzioni in ambito di Draft oppure addirittura di coinvolgere l’Europa con anche squadre di calcio coinvolte come il Milan.
Più che dall’esterno bisogna iniziare dal risolvere dinamiche interne, il “tanking” è giusto che ci sia ma deve essere regolamentato il sistema di assegnazione delle scelte.
Inoltre è giusto che l’NBA torni ad essere un evento, perché allo stato attuale troppe partite ed alcune già prevedibili uccidono lo spettacolo.
Meno partite rendono le competizioni più accese ed agguerrite e le sfide più imprevedibili.
Inoltre sarebbe il caso che l’All star game superi alcuni concetti ormai superati come lo “slam dunk contest” oppure quello dei tiri da tre che non stimolano più i giocatori o i tifosi.
Chi sono gli attuali campioni NBA?
I Campioni in carica dell’NBA sono gli Oklahoma City Thunders che hanno sconfitto in finale gli Indiana Pacers
Qual è la franchigia NBA più titolata di sempre?
La squadra più titolata di sempre dell’NBA sono i Boston Celtics
Chi dirige l’NBA?
Il volto decisionale del board NBA è Adam Silver, commissioner dal 2014






