Il futuro del Milan si gioca su un campo che va ben oltre i confini di San Siro, con un cambio in proprietà e la liquidazione di Elliott sempre più vicina.
Mentre la squadra cerca stabilità sul terreno di gioco, ai piani alti di Casa Milan si respira un’aria di profondo cambiamento finanziario.
Le indiscrezioni su un possibile riassetto della proprietà si fanno sempre più insistenti: un nuovo gruppo internazionale sarebbe pronto a immettere una massiccia dose di liquidità per liberare definitivamente il club dall’influenza del fondo Elliott di Paul Singer.
Il nodo del Vendor Loan e i nomi in pole per estromettere Elliott dal Milan
Al centro della questione c’è il celebre vendor loan, il prestito concesso da Elliott a Gerry Cardinale al momento del closing nel 2022.
Nonostante i versamenti parziali effettuati da RedBird nel 2024, il debito residuo resta una zavorra.
In questo scenario, i nomi che circolano con forza sono quelli di Manulife Convest e il ritorno di fiamma di Investcorp, il fondo del Bahrain che aveva già sfiorato l’acquisto del club anni fa.
Entrambi i gruppi avrebbero la capacità immediata di estinguere il debito di circa 500 milioni di euro, trasformando il Milan in una realtà libera da pendenze con la passata gestione.
Le voci che filtrano dai corridoi della finanza parlano di un’operazione di “debit-to-equity”: trasformare il debito in capitale netto.
Oltre ai giganti arabi, non si esclude l’ingresso di nuovi partner istituzionali americani, forse legati al network di Main Street Advisors (già vicino a LeBron James), pronti a iniettare capitali freschi.
Questo nuovo assetto garantirebbe a Cardinale la forza necessaria per chiudere la pendenza con Elliott una volta per tutte, eliminando diritti di veto e pegni azionari che condizionano l’attuale governance.
Il fattore Stadio e l’appetibilità del marchio
Il tempismo non è casuale. Il progetto del nuovo stadio nell’area di San Siro sta entrando in una fase operativa cruciale in questo 2026.
La prospettiva di un impianto di proprietà ha aumentato vertiginosamente l’appetibilità del marchio Milan.
Chi entra oggi nel club non acquista solo una squadra di calcio, ma un asset immobiliare dal valore potenziale superiore ai due miliardi di euro. L’interesse di fondi conferma che il Milan è visto come una piattaforma di entertainment globale.







