Lautaro e Hojulund si stanno rivelando i veri trascinatori delle due rispettive squadre in corsa per lo scudetto. Di certo sono molto diversi nel modo di interpretare il ruolo dell’attaccante, ma in comune hanno il carisma e la capacità di essere decisivi.
Il big match di domenica sera sarà un vero è proprio scontro diretto, perciò Chivu e Conte schiereranno tutti gli uomini migliori per portare a casa una partita molto complicata.
Lautaro Martinez: il capitano e il capocannoniere
Lautaro Martinez si è guadagnato una centralità assoluta nel progetto Nerazzurro, tantoché gli è stato affidata la fascia di capitano dopo l’addio di Handanovic.
Questa è la terza stagione in cui ricopre questo ruolo e la sua crescita come calciatore è impennata dopo questa scelta da parte della società.
Lautaro è un giocatore di altri tempi sotto questo punto di vista, vive il ruolo di capitano con serietà, cercando di essere un esempio positivo per tutta la squadra. In ogni partita sputa sangue per portare a casa la vittoria e non si lascia più trarre in inganno da provocazioni di avversari.
Oltre a questo ruolo che interpreta alla perfezione, l’argentino è il vero bomber dell’Inter, nonché il quarto marcatore Nerazzurro di sempre.
Rasmus Hojlund: il bomber danese plasmato da Conte
Rasmus Hojlund è rientrato in questa stagione in Serie A dopo l’esperienza infausta a Manchester, è arrivato come un giocatore di prospettiva, in una fase calante del percorso.
L’esborso per portarlo a Napoli è stato molto oneroso, per cui è stato un grande rischio considerando le ultime due stagioni del danese.
Invece Hojlund ha lavorato con umiltà per rendersi il più utile possibile all’allenatore. Dall’essere un attaccante veloce e molto fisico, capace di attaccare la profondità, all’essere un tuttofare in attacco, dalle sponde, alla creazione di spazi e l’attacco della profondità.
La punta danese ha dimostrato tutte le sue doti e ora i numeri lo stanno premiando in tutto e per tutto, tanto da guadagnarsi la piena fiducia di Conte, che non lo toglie mai.
Il confronto tra i due
Le caratteristiche sono molto diverse: Lautaro preferisce giocare più lontano dalla porta, legare il gioco e cercare l’imbucata per il compagno, per cui un lavoro da numero 10.
Allo stesso tempo l’argentino si scambia spesso nei ruoli con il compagno di reparto, trovandosi molte volte davanti alla porta oppure al limite dell’area, svolgendo anche il lavoro da “9”.
Hojlund gioca da prima punta con alle spalle due trequartisti che giocano larghi, per cui non gli è richiesto il lavoro di abbassarsi e prendere palla.
Ma al danese Conte affida dei compiti precisi, sponde per gli esterni e attacco della profondità, per cui i compiti del vero e proprio “9”.
I numeri a confronto in Serie A
Lautaro, come spiegato in precedenza, svolge diversi compiti, per cui si trova in testa alla classifica marcatori con 10 reti, con 9,58 expexted goals, e terzo in quella delle occasioni pericolose create.
Mentre Hojlund ha vissuto un primo momento di ambientamento dove non era nemmeno titolare, però ha messo a segno 6 reti, con 4,83 expected goals, però con solo 2 grandi occasioni create, che coincidono con i due assist.
Già da queste statistiche si intuisce la fondamentale differenza tra i due come calciatori, però Lautaro sicuramente ha una maturità diversa e gioca in un meccanismo che conosce alla perfezione e già oliato da tempo.
Hojlund può diventare la punta del futuro del Napoli, con numeri ottimi e una crescita partita dopo partita, come stiamo osservando.







