La Fiorentina spinge sull’acceleratore del mercato e aggiunge un tassello di qualità al suo puzzle offensivo. Dopo Solomon e Brescianini, e con Marì diretto in Arabia, i viola piazzano il colpo Jack Harrison, ala inglese classe ’96 in arrivo dal Leeds. Un acquisto studiato per cambiare volto al fronte d’attacco e dare a Paolo Vanoli l’arma giusta per un 4-2-3-1 più aggressivo e verticale. Harrison è già in città per visite e firma: alla Fiorentina arriva con un bagaglio carico di storie e pallone.
Jack Harrison, dal sogno americano all’Europa che conta
Per capire Harrison bisogna lasciare l’Inghilterra e attraversare l’Oceano. A 14 anni, Jack lascia Stoke-on-Trent con una borsa di studio e vola negli Stati Uniti. Scuola, campo e sacrifici: BlackRock, Manhattan SC e Wake Forest. È lì che il ragazzo si costruisce addosso un calcio meno accademico e più istintivo, fino a conquistare la MLS, dove diventa scelta numero uno del Draft, record incluso: selezionato dai Chicago Fire e ceduto lo stesso giorno.
Lo acquista il New York City, dove si allena con tre maestri del pallone: Pirlo, Villa e Lampard. Un trio da cui impara letture, tempi di gioco e la calma dei campioni. Le sue prime firme da professionista arrivano così: 14 gol in due stagioni e premi individuali, ma soprattutto la certezza che il suo cammino lo avrebbe riportato in Europa.
Nel 2018, il Manchester City lo rimpatria e lo gira al Middlesbrough. Poche partite, ma la strada si sta aprendo.
Leeds, l’università di Bielsa
L’esame più duro e formativo arriva con Marcelo Bielsa, al Leeds United. È lì che Harrison diventa un giocatore completo. Esterno destro mancino, dribbling in velocità, tiro secco. Con El Loco scopre anche la fascia sinistra, perché davanti a lui c’è Raphinha: costrizione che diventa opportunità.
Il risultato? Promozione in Premier League, debutto in grande stile ad Anfield con gol al Liverpool, 24 reti e 22 assist in 154 presenze. E una mentalità trasformata: “Lavorare con Bielsa ti cambia la vita”, racconta Harrison. Sono gli anni della consacrazione, del ritmo feroce, dell’intensità che lo ha reso un’ala moderna e tatticamente preziosa.
Esperienza, ripartenza e futuro in viola
Everton e ritorno al Leeds rappresentano il lato amaro del percorso: meno spazio, cinque gol, un ruolo mai pienamente cucito addosso. Farke non lo vede centrale nel progetto e Vanoli, attento osservatore, ne approfitta.
Harrison oggi porta in Fiorentina duttilità e corsa: mancino naturale, può giocare a destra per rientrare o a sinistra per spingere sul fondo e crossare. In un sistema fluido come quello viola, può essere l’uomo che rompe la simmetria, salta l’uomo e crea vantaggi. L’operazione è in prestito con diritto di riscatto a circa 10 milioni, contratto fino al 2029 in caso di conferma: un segnale chiaro di progetto.
Conclusione
Harrison è più di un rinforzo: è una storia di coraggio e viaggi, di città cambiate e ruoli reinventati. Firenze scommette sulla sua rinascita, lui porta con sé la fame di chi non ha mai avuto paura di ripartire. Adesso tocca al Franchi diventare casa.
In quale ruolo giocherà soprattutto Harrison?
Da esterno destro nel 4-2-3-1, ma può coprire entrambe le fasce.
Quanto pagherebbe la Fiorentina per il riscatto?
Intorno ai 10 milioni.








