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Italia, quali giocatore della’Under 21 potrebbero esserci al Mondiale 2030?

Crisi Italia: quali calcaitori della Under 21 potrebbe risollevare la nazionale?
Foto: Shutterstock

L’Italia fallisce per la terza volta di fila l’accesso alla Coppa del Mondo, il sistema deve ripartire: quali giocatori dell’Under 21 potrebbero rientrare negli Azzurri del futuro?

Mentre la nazionale maggiore vive uno dei momenti più bui della propria storia, le selezioni minori si stanno mostrando all’altezza del nome Italia.

Tra i vari successi nei precedenti anni (ad esempio la vittoria del Campionato Europeo della Under 19 nel 2023), spicca la freschezza dell‘Under 21 guidata daSilvio Baldini (in carica dal luglio 2025).

Infatti, l’innovazione e la lungimiranza dell’ex allenatore del Pescara si sono dimostrati fattori fondamentali per la crescita degli Azzurrini: il talento italiano esiste ma deve essere coltivato.

Quali potrebbero essere i calciatori dell’attuale Under 21 adatti a ricoprire un ruolo di rilievo nella futura nazionale del 2030?

Due esterni d’oro: Bartesaghi e Kayode

Il futuro dell’Italia potrebbe passare anche dalla decisione di cambiare modulo: da un 3-5-2 a una formazione che prevede una difesa a quattro.

In questo contesto, soprattutto due calciatori spiccano per qualità e ottima interpretazione del ruolo del terzino: Davide Bartesaghi (2005) e Michael Kayode (2004).

Il primo, attualmente in forza al Milan, si sta distinguendo in maglia rossonera e nella nazionale minore per la sua fisicità e le sue capacità tecniche sulla fascia sinistra.

Un discorso analogo si può applicare all’ex Fiorentina Kayode, il quale, per ottenere un degno riconoscimento, si è dovuto trasferire al Brentford (Premier League).

Tra le sue principali doti si possono notare la grande intraprendenza offensiva (è un terzino di spinta), la sua adattabilità (all’occasione può divenire un difensore centrale) e, in particolar modo, le sue abilità in merito alle rimesse laterali.

Luca Lipani: il metronomo della squadra

Un altro elemento interessante in vista del Mondiale 2030 è Luca Lipani, centrocampista classe 2005 uscito dal settore giovanile del Genoa.

Lipani si sta ritagliando in una realtà favorevole come quella del Sassuolo ed è considerato notevolmente da Silvio Baldini: sempre titolare nelle ultime otto gare della nazionale.

Inoltre, il classe 2005 si distingue per la sua completezza in mezzo al campo: può giocare da mediano, da mezz’ala e da regista.

Con l’avanzare dell’età di alcuni calciatori dell’attuale Italia, Lipani potrebbe rientrare appieno nel futuro progetto calcistico.

L’attacco del futuro: Ekhator e Koleosho

Per risollevare il movimento calcistico italiano è necessario tenere in considerazione anche i calciatori offensivi dotati di evidenti qualità tecniche.

Jeff Ekhator (2006) e Luca Koleosho (2004) sono cresciuti in due contesti diversi ma condividono la voglia di rappresentare ad alti livelli l’Italia.

Il primo è un talento uscito dal settore giovanile del Genoa (come Luca Lipani) e si distingue per l’agilità e la capacità di svariare nella trequarti avversaria, nonostante i suoi 188 centimetri.

Il secondo è cresciuto calcisticamente in Spagna tra il Reus (società fallita nel 2020) e l’Espanyol: con quest’ultimi ha esordito nel 2022.

Veloce, agile e con il vizio del dribbling Koleosho può ricoprire tutti i ruoli del tridente offensivo, seppur preferisca il lato sinistro.

Quanti Mondiali ha vinto l’Italia?

L’Italia ha vinto quattro Coppe del Mondo rispettivamente nel 1934, 1938, 1982 e 2006.

Da quali calciatori deve ripartire l’Italia?

L’Italia deve ripartire dai vari talenti delle selezioni minori come Luca Lipani, Micheal Kayode, Davide Bartesaghi, Jeff Ekhator e Luca Koleosho, ma anche Seydou Fini (classe 2006 e ala destra del Frosinone), Cher Nodur (2004 e centrocampista della Fiorentina), Emanuele Rao (2006), Luca Reggiani (2008) e molti altri.

Chi sarà il futuro presidente della FIGC?

In seguito alle dimissioni di Gabriele Gravina del 2 aprile 2026, sono state fissate le elezioni al 22 giugno dello stesso anno. Tra i nomi in lizza figura quello di Giovanni Malagò, attuale presidente del CONI.

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