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Inter, buco Champions da 100 milioni: ora può partire un big

Inter, è fallimento Champions per Chivu?
Foto: Shutterstock

L’eliminazione ai playoff di Champions contro il Bodø/Glimt non è solo una ferita sportiva. Per l’Inter il contraccolpo è soprattutto economico.
Senza il percorso europeo, il business plan 2025/26 dovrà essere rivisto. L’anno precedente si era chiuso con un risultato record: fatturato oltre i 560 milioni e utili mai visti in epoca moderna. Ma quella fotografia era fortemente legata ai premi UEFA e agli incassi straordinari.

Quanto pesa l’addio alla Champions

Nella scorsa stagione la Champions aveva garantito oltre 130 milioni di euro di premi, a cui si erano aggiunti introiti da stadio e competizioni internazionali.
Quest’anno lo scenario cambia radicalmente: uscire prima significa incassare molto meno tra premi e botteghino. Il divario rispetto all’annata precedente può sfiorare quota 100 milioni considerando premi UEFA e gare casalinghe non disputate.
Un ridimensionamento che impone nuove scelte.

Inter, la strategia: più player trading

La voce destinata a crescere sarà quella del mercato in uscita. Il cosiddetto “player trading” diventa centrale per riequilibrare i conti.
Alcuni contratti in scadenza alleggeriranno il monte ingaggi, ma non basterà. Per sistemare i numeri servirà almeno una cessione importante oppure più operazioni mirate capaci di generare plusvalenze.

Chi può partire?

I riflettori si accendono inevitabilmente sui pezzi pregiati. I nomi di Hakan Çalhanoğlu e Marcus Thuram sono tra i più chiacchierati sul mercato internazionale.
Ma attenzione anche alle sirene per Alessandro Bastoni e Nicolò Barella, colonne del progetto tecnico.
In alternativa, potrebbero essere sacrificati profili come Denzel Dumfries o Davide Frattesi, soluzioni utili a fare cassa senza smantellare del tutto l’ossatura.

Inter, mini-rivoluzione in vista?

Il fondo Oaktree Capital Management da tempo spinge per un ringiovanimento della rosa. Il flop europeo può diventare il detonatore di una nuova fase progettuale.
Prima però c’è da chiudere la stagione sul campo. Poi arriveranno le decisioni. Una cosa è certa: l’Inter che verrà potrebbe essere diversa da quella degli ultimi anni. E questa volta non per scelta, ma per necessità.

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