Il calcio italiano vive giorni di tensione arbitrale e il nome in prima pagina stavolta non è quello di un bomber, ma di due fischietti esperti: Marco Guida e Fabio Maresca. Designati rispettivamente per Inter-Lecce e Como-Milan, i due direttori campani non ricevono incarichi sulle partite del Napoli da mesi, dopo le dichiarazioni di Guida sulla propria “non serenità” nell’arbitrare la squadra della sua regione. Una scelta che sembrava chiudere una parentesi spinosa e invece, alla luce delle nuove nomine, ha riaperto il dibattito.
La scintilla: niente Napoli, ma sì alle rivali dirette
La Repubblica ha rilanciato il tema che molti tifosi avevano già fiutato: se Guida e Maresca evitano le gare degli azzurri, perché vengono scelti per dirigere Inter e Milan, rivali dirette nella lotta scudetto? Un interrogativo esplosivo, specie in una stagione piena di errori ai piani alti.
Guida aveva tracciato una linea chiara: «Ho tre figli, voglio stare tranquillo». Parole che fotografavano un disagio e ponevano un freno personale. Maresca provò a stemperare: «Io sarei pronto ad arbitrare il Napoli». Risultato? Nessuno dei due è più stato mandato su una partita dei partenopei, nonostante dal 2023 sia caduto il vincolo geografico.
E qui scatta la contraddizione: se non si ritengono sereni per Napoli, perché fischiare le dirette antagoniste? Rocchi non risponde, i tifosi sì: e lo fanno a gran voce.
Errori, clima caldo e ombre sulla governance
Il contesto non aiuta. Al giro di boa della stagione si contano già 12 errori gravi rilevati o addirittura generati dal VAR. L’ultimo caso, Milan-Genoa, ha lasciato strascichi pesanti, con Di Paolo ora di nuovo designato al monitor per il match rossonero di Como. Decisione che ha scatenato i social, memori anche del “fuorigioco geografico” di Giroud in Milan-Napoli 2021.
Sul fondo, un AIA in tempesta: il presidente Antonio Zappi è stato inibito per 13 mesi per presunte pressioni interne. Un terremoto istituzionale che rende ogni scelta di Rocchi un potenziale micidiale boomerang mediatico.
Nel frattempo, Guida ha già incrociato l’Inter nel 2026, dirigendo il 3-1 con il Bologna di inizio gennaio. Altro carburante sul fuoco di chi vede una sproporzione tra ciò che si dice, ciò che si evita e ciò che viene assegnato.
Conclusione
In un Paese dove il calcio è rito, politica e fede intrecciate, bastano due nomi sulla griglia arbitrale per scatenare una tempesta. E se la prudenza porta a evitare il Napoli, il pendolo non può oscillare solo verso le rivali. Rocchi dovrà rispondere coi fatti: con designazioni più lineari e, soprattutto, con prestazioni che riportino serenità in campo e davanti ai monitor.
Perché il campionato si gioca anche lì, tra un fischio e un replay.
Guida e Maresca possono tornare ad arbitrare il Napoli?
Sì, ma solo quando designatore e arbitri riterranno superato il clima di tensione.
Perché il caso è così critico?
Perché riguarda le gare delle dirette rivali e arriva in una stagione piena di errori VAR.









