Ormai il format back to 2016 è il trend del momento, ma come era strutturata la rosa dell’Inter nel 2016 e in che posizione finiva nel campionato?
Sicuramente tutti non ricorderemo il 2016 come una delle annate più rosee dei Nerazzurri, ma allo stesso tempo era l’inizio della ricostruzione che culminerà con Conte.
Inter 2016: I portieri
Il titolare era ovviamente Samir Handanovic, il portiere che ha difeso l’Inter per 12 anni, lo sloveno ha salvato i Nerazzurri in innumerevoli occasioni anche negli anni più bui.
Concluderà la stagione con 34 gol subiti in 36 partite ed è proprio il 2016 uno dei suoi migliori anni per rendimento e affidabilità, una delle poche certezze Nerazzurre.
Il vice era Juan Pablo Carrizo, ricordato da tutti i tifosi per episodi di certo non positivi, mentre il terzo portiere era Tommaso Berni.
Inter 2016: I terzini
Nel 4-3-3 di Roberto Marcini i terzini titolari erano Santon e D’Ambrosio. Santon era anche un terzino mediamente affidabile in quegli anni, ma la sua cessione successiva è stata essenziale per alzare i livello la rosa.
Sulla sinistra c’era in alternanza Nagatomo, terzino rapido e bravo nel dribbling, apprezzato dai tifosi per l’impegno e la concentrazione, sebbene avesse dei limiti.
D’Ambrosio era un difensore centrale adattato a terzino, affidabile e molto abile difensivamente, destinato negli anni a diventare un idolo e un esempio per i tifosi.
Le riserve a sinistra erano Alex Telles, un autentico buco nell’acqua in Nerazzurro, e il giovanissimo Federico Dimarco, diciannovenne e già super interista, destinato a vestire la maglia in grandi palcoscenici.
Inter 2016: I difensori centrali
I due difensori centrali titolari erano Miranda e Murillo, una coppia che divide i tifosi, soprattutto con il brasiliano. Miranda è apprezzato da molti e definito un’ancora di salvezza per la difesa dell’Inter.
Al contrario Murillo non è mai entrato nelle grazie dei tifosi per l’alternanza di buone partite a errori catastrofici che lo rendevano poco afffidabile.
Come riserve c’erano Juan Jesus e Andreolli, con la possibilità anche di arretrare Medel. Juan Jesus è sempre stato aspramente criticato e ha rotto con la piazza fin da subito, mentre Andreolli semplicemente non si era mai dimostrato all’altezza.
Insomma la difesa Nerazzurra non era di certo il punto di forza della squadra di Mancini.
Inter 2016: I centrocampisti
Con l’addio a gennaio 2016 di Guarin l’Inter ha dovuto riorganizzarsi nel reparto di centrocampo, i titolari erano: Kondogbia, Brozovic e Hernanes.
Kondogbia è stato uno degli acquisti più onerosi della storia dell’Inter e ha lasciato i tifosi con l’amaro in bocca dopo prestazioni disastrose.
Al contrario con l’addio di Kovacic in estate, Brozovic si è guadagnato la titolarità dimostrando fin da subito personalità e qualità.
La mezzala più offensiva era il profeta Hernanes, giocatore dotato di tecnica e tiro da fuori micidiali, ma peccava di intensità essendo un trequartista di fantasia per sua natura.
Le alternanze di certo non erano di livello come nel 2026, infatti c’erano Felipe Melo, Gnoukouri, Taider e come trequartista Ljajic.
Inter 2016: Le ali
Sulla sinistra il titolare era Ivan Perisic, uno dei più brillanti in tutte le stagioni in cui ha vestito la maglia dell’Inter, qualità in entrambi i piedi e intensità da vendere.
Sulla destra il titolare era Biabiany, ma giocava spesso Jovetic, sebbene fosse una seconda punta adattata. Questo aspetto fa riflettere su Biabiany, giocatore dalle enormi qualità atletiche, ma bassissime peculiarità tecniche. Invece Jovetic garantiva fantasia e un piede molto educato nel servire il bomber argentino lì davanti.
Le alternative erano Schelotto e l’acquisto nel mercato di gennaio Eder, dalla Sampdoria. Eder era un giocatore che prometteva molto bene, un’ala capace anche di fare la punta con il fiuto del gol, mentre Schelotto era un jolly che poteva essere schierato sia da terzino che da ala, ma che non è mai stato all’altezza.
Inter 2016: Le punte
Ovviamente il bomber dell’Inter era Mauro Icardi, capitano dell’Inter dopo l’addio di Zanetti e la cessione in prestito di Ranocchia. Icardi era un vero numero 9 capace di segnare da ogni posizione e di chiudere sempre con più di 20 reti stagionali, un vero trascinatore Nerazzurro.
La prima alternativa era Rodrigo Palacio, argentino molto meno fisico, ma molto più abile ne dribbling e più fantasioso, un giocatore fondamentale per caratteristiche che ha sempre avuto un impatto nelle partite dove veniva chiamato in causa.
Inter 2016: L’allenatore
L’allenatore dalla stagione 2014/15 era Roberto Mancini, che con l’organico ha disposizione ha disputato stagioni tutto sommato positive. Finirà la stagione 2015/16 al quarto posto, dopo essere stato in vetta per molto tempo.
Mancini lascerà l’Inter nell’estate 2016 insoddisfatto del mercato e per le forti divergenze con la proprietà cinese, che ha portato alla risoluzione del contratto con l’italiano.
Il successore Frank de Boer è stato un vero disastro e ha segnato un’ulteriore ricaduta dell’Inter in zone di media classifica, esonerato a novembre per Pioli che porterà i Nerazzurri al quinto posto.







