Certe volte alcuni amori fanno un giro immenso per poi ritornare: ecco cinque calciatori che hanno vestito più volte la stessa maglia.
San Valentino è già trascorso, ma il giorno degli innamorati continua a influenzare l’aria anche nei giorni seguenti e cosa c’è di meglio se non guardare al passato e sorridere di alcune storie calcistiche?
L’amore per una persona, per una piazza o per una squadra è qualcosa di indescrivibile; questo sentimento colpisce anche calciatori e allenatori.
Sono molti i giocatori che, ottenendo il successo in una determinata realtà, hanno deciso di ritornare alla base per riaccendere quella passione iniziata diversi anni prima: il detto “Casa dolce casa” non mente mai.
In questo articolo CalcioSport.com vi permetterà di un fare un tuffo nel passato: ecco cinque ritorni romantici nel calcio.
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Hernan Crespo e il Parma
Chi non ricorda l’avventura in Italia di Hernan Crespo in particolar modo al Parma, la squadra con cui si è fatto strada in Serie A!
Dopo gli inizi al River Plate, nel 1996, l’allora presidente Callisto Tanzi investe profondamente nella realtà emiliana: sono gli anni della Coppa Italia e delle due Coppa UEFA per citare alcuni trofei.
Tornando a noi, la società decide di sborsare ben 8 miliardi di lire (4 milioni di euro): un investimento estremamente significativo per quell’epoca.
L’argentino trascorrerà 4 anni realizzando 80 reti in 151 presenze diventando uno dei calciatori più iconici della storia del Parma.
La sua carriera decolla e viene ceduto, nel 2000, alla Lazio di Sergio Cragnotti per 110 miliardi di lire (55 milioni di euro) con la quale vincerà una Supercoppa Italiana.
Dopo 142 reti in 323 partite tra Lazio, Inter, Chelsea, Milan e Genoa ritornerà, nel 2010, proprio nella sua prima squadra dove appenderà gli scarpini al chiodo nel 2012.
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Ritorni romantici: Wayne Rooney
Il romanticismo non è solamente una caratteristica del calcio e del modo di essere italiano: i grandi ritorni si possono ammirare anche in Inghilterra.
La maggior parte degli appassionati ricorderà la leggenda del calcio inglese Wayne Rooney con la maglia del Manchester United tra il 2004 e il 2017.
In realtà, la carriera professionistica di “Hummer Rooney” inizia a circa 260 chilometri dall’Old Trafford: a Londra con l’Everton.
Ancora acerbo e inesperto l’attaccante brilla per costanza ma non per i numeri (17 reti in 77 presenze tra il 2002 e il 2004) ma questo basterà a impressionare Sir Alex Ferguson.
I Red Devils spenderanno 39 milioni di euro e un investimento di tale portata sarà ampiamente ripagato nei 13 anni di permanenza dell’inglese.
Vincerà quattro Carabao Cup, cinque Premier League, 6 Community Shield, una FA Cup, una Champions League, una Europa League e una Coppa del Mondo per club.
Nonostante tutti i successi personali e l’acclamazione divina ricevuta a Manchester, Rooney, il 9 luglio 2017, decide di ritornare casa firmando un contratto biennale con l’Everton: vi rimarrà solamente un anno.
Infine, vestirà le maglie del D.C United e Derby County dove concluderà la carriera nel 2021.
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L’amore per una città: Antonino Barillà
Non c’è amore più puro e sincero che quello per la propria città natale: un esempio lampante è Antonino Barillà e la sua Reggio Calabria.
Nato il primo aprile 1988, il centrocampista cresca calcisticamente nella Reggina con la quale farà il suo debutto tra i professionisti nel 2005.
Purtroppo, la sua prima esperienza in amaranto non si concluderà nei migliori dei modi: 9 presenze in due anni di permanenza.
Poi qualcosa cambia: dopo un anno in prestito al Ravenna (2007-2008) ritorna in grande stile a Reggio Calabria dove diventerà il volto principale della squadra fino al 2014 con ben 180 presenze.
Sfortunatamente, nel 2014, la società andrà in contro al primo dei diversi fallimenti e verrà costretta a ripartire dalla Serie D: Barillà, a malincuore, deve cambiare squadra.
Fino al 2023 diventerà un veterano della Serie B con le maglie di Trapani, Parma, Monza, Alessandria e Viterbese (Serie C): dopo anni di alto professionismo decide di restituire l’affetto ricevuto dalla sua città natale e di concludere la carriera a Reggio Calabria.
Nel 2023, in seguito all’ennesima bancarotta della Reggina, Barillà ritorna dove tutto è cominciato con l’obiettivo di riportare, dalla Serie D, la realtà calabrese agli sfarzi dei primi anni 2000.
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Certi amori non finiscono mai: Lorenzo Insigne e il Pescara
Il trio Ciro Immobike, Marco Verratti e Lorenzo Insigne ai tempi del Pescara avrà fatto scendere una piccola lacrima agli appassionati.
Mentre l’attaccante ha iniziato la sua avventura in Francia con il Paris FC e il centrocampista si sta godendo gli ultimi anni di carriera in Qatar, l’ex bandiera del Napoli è ritornato, nella sessione invernale di calciomercato appena conclusasi, nella squadra dove la sua carriera è effettivamente ingranata.
Nella stagione 2011-2012 il Napoli, dopo i prestiti alla Cavese e al Foggia, decide di cedere a titolo temporaneo un Insigne ventenne al Pescara.
Sotto la guida di Zdeněk Zeman, “Tirraggir” riuscirà a esprimere le sue qualità grazie alla tattica particolarmente offensiva del boemo: realizzerà 20 reti in 38 presenze.
Grazie alle ottime prestazioni Lorenzo Insigne viene promosso a pieno titolo nell’organico dei campani con i quali trascorrerà dieci anni significativi fino al 2022.
L’idolo dei tifosi napoletani diventerà il secondo marcatore della storia del club con 122 reti e si trasferirà al Toronto FC (MLS).
Dopo tre anni oltreoceano rimane svincolato per circa 6 mesi e, una volta sfumata l’opzione di ritrovare Maurizio Sarri alla Lazio, decide di firmare con il Pescara con l’obiettivo di evitare agli abruzzesi la retrocessione.
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Il “Pipe” Felipe Anderson
Solitamente certi ritorni acquisiscono maggior significato soprattutto in piazze calde che, pur non sollevando numerosi trofei, conquistano i cuori dei calciatori.
Un esempio abbastanza noto è quello di Felipe Anderson, esterno offensivo brasiliano e idolo dei tifosi della Lazio.
In seguito agli anni promettenti al Santos, desta l’interesse dell’allora direttore sportivo Igli Tare, il quale decide di portarlo a Roma.
Con i biancocelesti, dal 2013 al 2018, solleverà la Coppa Italia del 26 maggio contro la Roma, disputerà 217 partite e realizzerà 34 reti.
Dopo 5 anni trascorsi nella Capitale il brasiliano verrà ceduto al West Ham per 38 milioni di euro ma, dopo un’ottima prima stagione, nella seconda, a causa di prestazioni poco brillanti, viene girato in prestito al Porto.
Nell’estate del 2021, dopo stagioni opache, ritorna nella squadra dove è riuscito a esprimersi al meglio e viene accolto calorosamente dai suoi vecchi tifosi.
Per tre stagioni diventerà un titolare inamovibile di Sarri grazie alle sue 149 presenze (con 24 reti) e, infine, si trasferirà al Palmeiras in Brasile.
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Perché sono così importanti i ritorni “romantici”?
Sono importanti perché rappresentano la natura originaria di ogni sport caratterizzato da passioni e sentimenti unici e puri.
Perché alcuni calciatori scelgono di ritornare in una vecchia squadra?
Sono molti i motivi: volontà di restituire, dopo anni di esperienza ad alti livelli, l’affetto ricevuto a quelle piccole realtà che li hanno ospitati; ritornare in un luogo conosciuto dove ci si può esprimere e, infine, ritrovare quel conforto tipico di una casa accogliente.
Quali sono i calciatori che hanno fatto una scelta simile?
Alcuni calciatori sono Hernan Crespo, Wayne Rooney, Antonino Barillà, Lorenzo Insigne e Felipe Anderson ma anche calciatori del calibro di Giuseppe Meazza (Inter), Fernando Torres (Atletico Madrid) e Mario Götze (Borussia Dortmund).








