Eleganza e tradizione: questa è, riassumendo, l’Inter, ma cosa succede quando questi parametri non vengono rispettati?
5. Maglia portiere 92-93
Per debuttare, presentiamo una divisa che tenta di abbracciare l’avanguardismo dei primi anni ’90 fallendo, si può dire, miseramente. Il verde acceso sicuramente non è un colore che accomuna tutti i gusti ed il colletto con i lacci non è da meno, ma ciò che rende la divisa meritevole di questa classifica è senza ombra di dubbio il metodo alternativo di incorniciare nome e cognome dell’estremo difensore. “Walter Zenga” scritto in modo tale da circondare le spalle non è piaciuto e, come possiamo notare a 30 anni di distanza, continuerà a non piacere. Non una grande idea da parte di Umbro questa volta.

4. Maglia portiere 24-25 Champions League Final
Doveroso inserire la specifica della partita in cui è stata usata questa divisa che, rispetto a quella classica, presenta una scritta celebrativa della finale di Champions. Ma allora, se il dettaglio è così minimale, perché solo questa è così odiata? Probabilmente dobbiamo pensare al risultato, che ha sancito una storica sconfitta per la Champions ai danni dei nerazzurri. L’arancione molto acceso non aiuta, e la fantasia con lo stesso colore leggermente più scuro non è da meno, ma il posto in questa classifica sembra esserselo meritato solo per il risultato avvilente.

3. Maglia portiere 14-15
Senza dubbio, gli sponsor tecnici con la divise degli estremi difensori si divertono molto a sperimentare, ma i tifosi più tradizionali a volte non riescono ad andare oltre a certe opinioni. È proprio il caso del rosso associato ai nerazzurri, che viene visto come un richiamo troppo evidente ai cugini. Inoltre, c’è da dire che la stagione deludente e la pochissima (per usare un eufemismo) armonia dello stemma con il colore predominante non aiuta minimamente.

2. Terza maglia 94-95
Facciamo un gioco, indovinate il colore. Difficilmente la risposta sarà sbagliata, infatti il rosso colpisce ancora. A peggiorare ulteriormente la situazione sono poi i dettagli neri che riprendono proprio l’armonia cromatica dei rivali. Insomma, un affronto non digerito dai tifosi che, negli anni 90, probabilmente, avevano anche meno propensione ad accettare situazioni di questo tipo. Il lavoro di Umbro quindi non può essere sufficiente, complice anche lo sponsor a “patacca” come detto volgarmente che presenta una base bianca rettangolare circondata da un contorno blu che stona molto con l’armonia del resto.

1. Quarta maglia 25-26
Questo è un lavoro freschissimo che, però, ha ricevuto critiche da tutto il globo. La divisa viene creata per celebrare la città di Milano e le olimpiadi che avrebbe ospitato di lì a poco. Ma il risultato non convince proprio nessuno. Le classiche righe nerazzurre vengono sostituite dalla parte superiore azzurra e quella inferiore in nero, il tutto abbellito da dettagli importanti di colore arancione molto acceso, incluso il logo ACG che per la prima volta sostituisce il classico swoosh Nike. Insomma, il risultato non è affatto piaciuto, ed anche con le vendite i risultati sono stati sotto le aspettative, scelta di marketing da dimenticare.







