Il Milan è sempre stato simbolo di tradizioni, vittoria e identità, ma cosa succede quando questi valori non vengono rispettati?
Nonostante la maglia del Milan sia per tutti la combinazione di rosso e nero in strisce verticali o, al massimo, una base bianca come l’iconica seconda maglia, a volte gli sponsor tecnici si prendono delle libertà di inventare. Ma quali sono i risultati peggiori?
5. Quarta maglia 24-25
Nata come omaggio alla bandiera giamaicana e, di conseguenza, alla Black Culture. La divisa firmata Puma e Off White è simbolo di inclusivitá, ma fatto in modo poco convincente per tutti. L’introduzione del colore verde che, di fatto, sostituisce il nero è stato visto come un oltraggio alla classica divisa milanista, con i dettagli gialli che sicuramente non aiutano a difendere le tradizioni del club. Il gradiente inoltre rende ancora meno riconoscibile la squadra di appartenenza. Un secco no da parte di tifosi e non per questa divisa.

4. Terza maglia 21-22
Piccolo spoiler: in questa classifica, Puma regna indiscutibilmente. Divisa che viene ricordata con il sorriso, per il campionato vinto, ma che comunque non riesce ad essere apprezzata. A detta di molti, infatti, l’idea di Puma di abbracciare lo stile avanguardistico ed esasperarlo è stato un esperimento a dir poco sbagliato. La maglia viene infatti etichettata da subito come un pigiama e non perderà più questa nomea. Non aiuta sicuramente l’idea di rimpiazzare il logo con il nome del club, riducendolo esclusivamente ad una sottile trama poco visibile.

3. Prima maglia portiere 90-91
Anche le divise degli estremi difensori non sono esenti da critiche o elogi, ma questa volta andremo per il primo caso. Reduci da una stagione a dir poco storica, il Milan ci tiene a rappresentare la vittoria della coppa intercontinentale cucendola sul petto, proprio sopra al cuore. Nonostante questo però il risultato non ha avuto il consenso sperato, ed il colore oro satinato che ricopre quasi interamente la maglia non è stato affatto apprezzato, rientrando tra le meno gradite di sempre.

2. Quarta maglia 21-22
Sempre la stagione gloriosa dello scudetto, sempre un risultato pessimo in quanto a divise. La collaborazione di Puma con Nemen presenta una base rossonera classicissima, molto gradita, che abbraccia le tradizioni più antiche del club. Il problema sorge quando, in aggiunta, vengono imbrattate di un bianco in stile vernice che sovrasta quasi interamente il resto. L’idea era di mostrare come tradizione ed innovazione, libertà di essere creativi ed originalità potessero combaciare, ma si è arrivati soltanto ad un risultato che, dalla maggioranza, è stato visto come un oltraggio alla storia del club.

1. Prima maglia portiere 21-22
Il messaggio sembra chiaro: a livello di marketing, l’ultima stagione positiva sul campo dei rossoneri a livello di marketing è stata a dir poco tremenda. La divisa non si discosta troppo da quella in terza posizione, ma presenta un colore rosso molto acceso che fa perdere i consensi provenienti anche dai numerosi fan del nero, visto come elegante e distinto. Anche qui, infatti, non è presente il logo, questa volta però nemmeno come trama.








