Federico Dimarco sta vivendo una stagione fuori dal comune. I numeri raccontano di un esterno che non si limita ad accompagnare l’azione, ma che incide in maniera strutturale sul gioco dell’Inter. Tra campionato e coppe il suo bottino di assist continua a crescere, ma è soprattutto la mole di occasioni create a certificare il salto di qualità: passaggi chiave, cross riusciti, palloni messi con precisione millimetrica tra difesa e portiere. Il suo sinistro è diventato un’arma tattica, una soluzione costante per sbloccare partite chiuse.
Dimarco
Dimarco oggi interpreta il ruolo in modo moderno: parte largo, ma si accentra per rifinire; attacca il fondo, ma sa anche rallentare e scegliere il tempo giusto per il filtrante. Non è più solo un quinto di spinta, è un vero regista laterale. E quando si parla di assist in Serie A, il confronto con la storia diventa inevitabile. Ecco qua là top 5 assistman della storia della serie A
Francesco Totti
Francesco Totti è il punto di riferimento assoluto. Non solo per i numeri, ma per la varietà e la difficoltà delle giocate. Totti vedeva linee di passaggio invisibili, anticipava i movimenti dei compagni e aveva una sensibilità nel piede destro che gli permetteva di dosare ogni pallone al millimetro. I suoi assist erano spesso opere d’arte: filtranti centrali improvvisi, lanci morbidi a scavalcare la difesa. Era rifinitore e fantasista totale, capace di trasformare una partita con un solo passaggio.
Roberto Baggio
Roberto Baggio rappresentava l’estetica del calcio. La sua tecnica sopraffina e la capacità di muoversi tra le linee lo rendevano imprevedibile. Non aveva bisogno di forza: bastava un tocco leggero per mandare in porta un compagno. Baggio giocava con la testa alta, sempre in anticipo rispetto agli altri, e i suoi assist erano figli di una sensibilità calcistica rarissima, quasi intuitiva.
Alessandro Del Piero
Alessandro Del Piero è stato molto più di un finalizzatore. Nella Juventus ha saputo evolversi in uomo assist, arretrando il raggio d’azione e diventando riferimento creativo. Aveva visione periferica, precisione nei passaggi filtranti e una qualità tecnica che gli permetteva di rifinire anche sotto pressione. I suoi assist nascevano da letture intelligenti e da un’intesa profonda con i compagni di reparto.
Gianni Rivera
Gianni Rivera, il “Golden Boy”, è stato il prototipo del numero 10 classico. In un calcio più lento ma tatticamente rigido, sapeva trovare spiragli con verticalizzazioni improvvise e passaggi che rompevano le linee difensive. Era il cervello del Milan, il giocatore che decideva tempi e ritmo, trasformando ogni possesso in un potenziale pericolo.
Andrea Pirlo
Andrea Pirlo, infine, ha ridefinito il concetto di assist dalla posizione di regista basso. Non serviva accelerare: bastava un lancio calibrato o un filtrante centrale per spaccare la partita. La sua capacità di leggere lo spazio e di eseguire con naturalezza tecnica lo ha reso uno dei più grandi rifinitori della storia recente.
Dimarco gioca in una zona diversa del campo, ma la sostanza è la stessa: creare vantaggio attraverso il passaggio decisivo. Per entrare in questa élite serviranno continuità e anni ad altissimo livello. Ma la traiettoria è chiara: il suo sinistro, oggi, è già uno dei più influenti della Serie A.








