La crisi momentanea del Manchester City ha trovato forse il suo simbolo più chiaro nella partita giocata ieri contro il Bodø/Glimt, un risultato che ha scosso i tifosi e rilanciato interrogativi sulle reali ambizioni europee della squadra di Pep Guardiola.
La partita
Nel gelo dell’Aspmyra Stadion in Norvegia, il City è stato sconfitto 3-1 da una delle sorprese più clamorose della stagione di Champions League. I padroni di casa sono passati in vantaggio con una doppietta di Kasper Høgh nei minuti 22’ e 24’, approfittando delle lacune difensive degli inglesi e mettendo subito in difficoltà la compagine favorita. A inizio ripresa, Jens Petter Hauge ha firmato il 3-0 con un tiro di grande qualità, rendendo la gara virtualmente irrecuperabile.
Il City ha provato a reagire con Rayan Cherki, che ha accorciato le distanze al 60’, ma il destino della partita è cambiato inesorabilmente pochi minuti dopo. L’espulsione di Rodri per doppio cartellino giallo in meno di un minuto ha lasciato gli uomini di Guardiola in inferiorità numerica proprio nel momento in cui sarebbe stato necessario intensificare la pressione offensiva.
La crisi
Questo risultato è diventato il simbolo della crisi che sta attraversando il Manchester City nei primi mesi del 2026. Dopo un periodo di forma altalenante in Premier League e la recente sconfitta nel derby contro lo United, la prestazione contro il Bodø ha evidenziato problemi di equilibrio tattico, mancanza di incisività offensiva e fragilità difensiva. Nonostante il dominio territoriale e una percentuale di possesso palla superiore, il City non è riuscito a trasformare le occasioni create in gol, pagando a caro prezzo ogni errore individuale.
Ancora più preoccupante è il fatto che la sconfitta metta in discussione la qualificazione diretta agli ottavi di finale. Con un’altra partita ancora da giocare nel girone, gli uomini di Guardiola non possono più permettersi passi falsi se vogliono evitare il turno di spareggio.
In sintesi, la serata in Norvegia rappresenta un chiaro campanello d’allarme per un Manchester City finora incapace di ritrovare continuità, una battuta d’arresto che conferma quanto il calcio europeo sia sempre più competitivo e imprevedibile.







