L’Inter non si limita a vincere nel presente: vuole anticipare il futuro. A Viale della Liberazione si ragiona come un laboratorio permanente, in cui il mercato non è solo acquisti per la prima squadra ma una costante caccia alle gemme del domani. Dalla Croazia arriva l’ultima pista: Branimir Mlacic, difensore classe 2007 dell’Hajduk Spalato. Primo blitz, prima offerta: segnale chiaro di una dirigenza che non vuole più farsi scappare i talenti nascosti dell’Est. E accanto a lui, un altro nome cerchiato: Jakirovic, classe 2008 della Dinamo Zagabria.
Mlacic, il muro croato e l’offerta nerazzurra
La trattativa con l’Hajduk sta entrando nelle sue pieghe decisive. L’Inter ha messo sul tavolo una proposta vicina ai 5 milioni di euro, bonus compresi, per assicurarsi Mlacic e poi lasciarlo un altro anno a maturare in Croazia. Una formula già sperimentata con successo: comprare, proteggere, dare tempo. La valutazione sembra sostanzialmente condivisa tra club, e da Milano filtra ottimismo.
La vera partita ora si gioca con il ragazzo: il club vuole costruire un percorso su misura, spiegare perché Milano può essere la strada giusta e rassicurarlo sui tempi del salto. Mlacic è ancora giovane, ma già concreto: 18 presenze in stagione tra campionato, coppa e Conference qualificazione, più due assist. Numeri che raccontano una salita senza scorciatoie.
L’Inter e la filosofia della rete lunga
Il colpo Mlacic si inserisce in una strategia più ampia. L’Inter di Marotta e Ausilio ha creato una vera rete di osservatori che scrutano i campionati meno battuti. Dopo il Portogallo e la Liga2 spagnola, ora tocca alla Croazia. Non un caso: da anni produce difensori, carattere e piedi educati.
Da Carboni a Bisseck, dal rilancio dei giovani del vivaio fino ai colpi-laboratorio, l’obiettivo è costruire un secondo motore dietro la squadra che gioca oggi. Non tutti arriveranno ad Appiano, ma chi esplode diventa ricchezza sportiva e finanziaria. Investire a 18, incassare (o integrare) a 21: logica moderna da club che vuole restare ai vertici.
Ed è qui che spunta il secondo nome: Leon Jakirovic, classe 2008 della Dinamo Zagabria. Dodici mesi più giovane di Mlacic, stesso profilo: difensore moderno, piedi puliti, leadership precoce. Per ora solo un appunto sul taccuino, ma gli scout lo seguono sul campo.
Conclusione
Mlacic non è ancora un giocatore dell’Inter, ma rappresenta perfettamente la direzione imboccata dal club: visione, coraggio e anticipo. I nerazzurri inseguono il presente con Lautaro e Barella e, allo stesso tempo, immaginano cosa potrà essere l’Inter del 2030. Con ragazzi che oggi viaggiano in bus per il campionato croato e domani sogneranno la Champions sotto la Curva Nord.
Quando può chiudersi Mlacic?
Entro le prossime settimane, serve il sì del giocatore.
Dove giocherà nel 2026?
Probabilmente ancora all’Hajduk, poi via verso Appiano Gentile.






