Milan-Lazio: il tocco di Pavlovic al 95’, il richiamo al monitor, l’espulsione di Allegri e la maxi coda di recupero: partita chiusa solo al 104’
Un finale infuocato trasforma una gara bloccata in una lunga notte di polemiche e tensione. La decisione di Collu, dopo una revisione interminabile, ribalta le aspettative e accende la protesta biancoceleste.
Milan-Lazio: il caso Pavlovic scuote il Meazza
La sfida tra Milan e Lazio, per oltre un’ora avara di emozioni, ha trovato una coda incandescente nel finale di partita, trasformandosi in un film a metà tra la tensione sportiva e il caos da palcoscenico. A San Siro, quando tutto sembrava avviarsi verso i titoli di coda, il recupero stabilito dall’arbitro Giovanni Collu – cinque minuti contestati dal pubblico – si è rivelato l’inizio del terremoto.
All’ultima azione utile, un cross dalla sinistra di Nuno Tavares trova al centro area Alessio Romagnoli, che calcia al volo. La palla sbatte sul gomito di Strahinja Pavlovic, impegnato in un corpo a corpo con Adam Marusic. Collu lascia correre, ma è l’inizio di una tempesta perfetta.
La protesta della Lazio e il richiamo al Var
Il contatto in area scatena la Lazio, che circonda l’arbitro chiedendo l’intervento immediato della tecnologia. Dopo pochi secondi, inevitabile arriva il richiamo al monitor. E come spesso accade in questi casi, le tensioni raddoppiano: da un lato i biancocelesti convinti di avere tra le mani un rigore decisivo, dall’altro i rossoneri che vedono la partita scivolare in una zona pericolosa.
L’arbitro, però, non può nemmeno avvicinarsi allo schermo: prima deve gestire il nervosismo delle panchine, con giocatori e staff pronti a protestare su ogni fronte. Il clima è rovente e il Meazza trattiene il fiato. Dalla sala Var, immagini su immagini mostrano il contatto, la postura del braccio, la trattenuta sulla maglia. E il tempo scorre, con i cinque minuti di recupero già evaporati.
Allegri espulso, parapiglia in panchina
Mentre Collu cerca di riportare calma, ecco l’altro colpo di scena: Massimiliano Allegri viene espulso. La furia del tecnico rossonero, che protesta platealmente con il quarto uomo, oltrepassa i limiti della tolleranza arbitrale. Allegri lascia il campo fra urla e gesti eloquenti, mentre dall’altro lato la tensione sfocia in un quasi scontro fisico.
Il vice di Sarri, Marco Ianni, prova a dirigersi verso la panchina del Milan dopo un acceso scambio verbale. Serve l’intervento di almeno cinque componenti dello staff per bloccarlo. Scene da nervi tesi, che prolungano ulteriormente lo stop e rendono pesantissimo il clima ai bordi del campo.
Il verdetto: niente rigore, fallo di Marusic
Quando finalmente Collu riesce a posizionarsi davanti al monitor, cala il silenzio. Il direttore di gara osserva l’azione, torna indietro, rivede il contatto. Passa più di un minuto. Alla fine, prende la via del centrocampo spingendo via i giocatori che gli ostacolano il passaggio.
La decisione è chiara: il braccio di Pavlovic è sì largo, ma prima c’è un fallo di Marusic sul compagno. Il potenziale rigore viene annullato alla radice. A San Siro esplode la reazione del pubblico rossonero, mentre la Lazio resta incredula. Mattéo Guendouzi si dispera, allarga le braccia, parla di “farsa”. Ma il verdetto è ormai scritto.
Una partita che finisce al minuto 104
La gara riprende, ma ormai il cronometro ha passato il limite del surreale: si chiuderà solo al minuto 103:50, dopo un recupero monstre che resterà a lungo nella memoria.
Il Milan difende fino all’ultimo l’1-0, la Lazio continua a protestare anche dopo il fischio finale, mentre i giocatori rossoneri corrono ad abbracciare Mike Maignan, simbolo della resistenza finale.
Una notte di calcio totale: nervi, tecnologia, caos e un finale infinito. San Siro, mai come stavolta, ha visto davvero di tutto.







