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Italia fuori dal mondiale: le 5 riforme possibili per cambiare il calcio italiano

Le 5 possibili riforme da attuare
Foto: Shutterstock

Anche quest’anno l’Italia non si è qualificata ai Mondiali. Dopo la sconfitta contro la Bosnia e le dimissioni di Gabriele Gravina, la Nazionale si trova in un momento delicato e deve ripartire con idee nuove. Per costruire un futuro migliore, ci sono alcuni aspetti importanti su cui lavorare.

Riforma del settore giovanile


Uno dei problemi principali del calcio italiano riguarda i giovani. Rispetto a nazionali come Spagna, Germania e Francia, l’Italia fa più fatica a far crescere nuovi talenti e a portarli in prima squadra. Spesso, nei settori giovanili si dà più importanza alla forza fisica che alla tecnica, perché si punta a vincere le partite invece che a formare i giocatori. Inoltre, molti club preferiscono comprare calciatori stranieri già pronti invece di dare spazio ai ragazzi del vivaio. Questo può portare alcuni giovani promettenti ad abbandonare il calcio o a non esprimere tutto il loro potenziale.

Puntare di più sulla tecnica

Un altro problema riguarda la qualità tecnica dei giocatori, in particolare la capacità di saltare l’uomo. Nella partita contro la Bosnia si è vista una certa difficoltà nei dribbling. In passato, l’Italia ha avuto grandi giocatori tecnici come Roberto Baggio, Francesco Totti, Gianni Rivera e Alessandro Del Piero. Per questo motivo, sarebbe importante tornare a valorizzare giocatori con queste caratteristiche, capaci di creare occasioni e fare la differenza in attacco.

Più giocatori italiani nei club


Un possibile cambiamento potrebbe essere quello di aumentare fino a metà della rosa il numero di giocatori italiani all’interno delle rispettive squadre. In questo modo, più calciatori avrebbero la possibilità di giocare con continuità e di mettersi in mostra. Questo aiuterebbe anche la Nazionale, che avrebbe a disposizione un numero maggiore di giocatori tra cui scegliere.

Almeno 3 italiani in campo


Un’altra proposta, meno utopistica da realizzare, potrebbe essere quella di obbligare le squadre a schierare almeno tre giocatori italiani titolari. Così facendo, si darebbe più spazio ai calciatori italiani e si permetterebbe loro di fare esperienza ad alto livello, migliorando nel tempo e dando loro sempre più responsabilità.

Meritocrazia


Infine, è fondamentale puntare sulla meritocrazia. Questo vale sia per chi lavora nella FIGC sia per i giocatori. Nella gestione del calcio servono persone competenti, scelte per le loro capacità. Allo stesso modo, in Nazionale dovrebbero essere convocati i giocatori che stanno giocando meglio in quel momento, senza basarsi solo su quello che hanno fatto in passato. Anche tra i giovani, sarebbe importante dare spazio a chi dimostra più talento e impegno e non a chi paga di più.

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