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5 cose da cambiare nella Fiorentina per ottenere la salvezza

5 cose da cambiare nella Fiorentina per la salvezza
Foto: Shutterstock

La Fiorentina è in uno dei periodi peggiori della sua storia recente: 13 punti in 19 partite giocate e il penultimo posto in classifica.

Il mercato di gennaio certamente è un’opportunità per mettere a segno colpi importanti perché l’obiettivo è salvarsi e nessuna squadra con questa partenza ci era riuscita.

Con la direzione di Paratici la Viola ha già messo a segno due colpi: Solomon e Brescianini. Solomon essenziale come alternanza sulla sinistra a Gudmunson e Brescianini ottimo jolly fisico a centrocampo.

5. Non vendere i giocatori pilastro, ma allungare la rosa

La Fiorentina ha ritrovato diversi giocatori con le ultime uscite e Vanoli sembra finalmente soddisfatto del lavoro effettuato sulla mente dei giocatori.

Gudmunson, Fagioli e Parisi sono rinati e sembrano liberati dalla paura di giocare, ora viaggiano alla massima intensità e sono fondamentali per la squadra.

Per cui è essenziale riuscire a trattenere i cardini della rosa: De Gea, Mandragora, Fagioli, Gudmunson, Parisi e Kean.

Invece Paratici dovrà lavorare sul livello delle seconde linee, che non riescono a dare lo stesso apporto dei titolari e non sono efficaci a partita in corso.

4. Una mezzala fisica e un trequartista

Certamente gli acquisti estivi Sohm, Ndour, Nicolussi Caviglia e Fazzini non hanno dato i risultati sperati, con ogni probabilità sono in partenza Nicolussi Caviglia e Fazzini.

Per cui un regista e un trequartista di qualità partiranno, la Fiorentina ha chiuso per Brescianini, che può giocare da mezzala offensiva sfruttando il fisico.

L’acquisto è intelligente contando che Mandragora può ricoprire il ruolo di regista e le lacune più grosse nella rosa erano tra le mezzali.

Sulla trequarti si vocifera molto l’arrivo di Baldanzi dalla Roma, colpo non facile per le modalità, infatti la Viola chiede prestito con diritto o obbligo, mentre la Roma vorrebbe il rientro del giovane a giugno.

3. Un terzino sinistro difensivo

Uno dei maggiori problemi della squadra era l’assenza di Gosens, che ha giocato un ruolo chiave nella partenza pessima della squadra.

L’esterno tedesco è molto bravo a giocare a tutta fascia con la difesa a tre, mentre a quattro fatica nella fase difensiva, per cui sarebbe preziosa un’alternativa prettamente difensiva, utile anche a partita in corso.

Un nome interessante, ma complicato, è Olivera del Napoli, ormai ai margini del progetto per motivi tattici. Conte preferisce sempre Gutierrez o Spinazzola nel 3-4-3, essendo Olivera un terzino molto difensivo.

Sebbene sia una trattativa difficile da mettere a segno, è fondamentale un giocatore con caratteristiche simili al terzino uruguaiano.

2. Un’ala destra adatta al 4-3-3

Vanoli ha avuto l’intuizione di adattare Parisi al ruolo di ala destra a piede invertito, nonostante il suo ruolo fosse sempre stato di terzino sinistro.

La scelta sta ripagando l’allenatore che è soddisfatto delle prestazione e dell’intensità portata dal calciatore. Ma nella rosa è assente un’alternativa capace di ricoprire quel ruolo.

All’occorrenza il nuovo acquisto Solomon può giocare anche a destra, ma è importante mettere a segno un mancino offensivo da fare giocare a destra.

Si è parlato della trattativa con Ngonge dal Torino, ala offensiva che ha sempre ricoperto quel ruolo, il belga è ormai ai margini del progetto granata ed è favorevole a vestire la maglia Viola.

1. Un difensore centrale di esperienza

I problemi più grossi nella prima metà di campionato della Fiorentina sono stati sempre nel reparto difensivo, infatti è la peggior difesa con 30 gol subiti.

Pablo Marì, Ranieri e Viti convincono sempre meno, per cui serve un centrale di esperienza capace di lottare e difendere la porta in modo intelligente. Viti ormai sembra in uscita, mentre gli altri due giocatori sono alternative stabili.

Il nome che rispetta queste caratteristiche è Yerry Mina del Cagliari, difensore conosciuto per carisma, forza fisica ed esperienza.

Mina di certo utilizza qualsiasi strumento per difendere la porta e ha contribuito alla crescita del Cagliari. Il ritorno di Mina è un’operazione molto più fattibile rispetto a Olivera, ma potrebbe rivelarsi un fattore importante per la salvezza.

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